Sulla Rocca Orsini di Scurcola Marsicana è stato scritto e pubblicato molto grazie alle numerose ricerche realizzate negli anni da esperti, architetti e storici. Il mio intento è quello di soffermarmi sulla figura di Francesco di Giorgio Martini (Siena, 1439-1501) a cui è stata attribuita la progettazione e la realizzazione dell'ultimo stadio edificatorio della nostra Rocca. Il fatto che questo maniero si trovi esattamente dov'è non è un caso: da quel punto è possibile sorvegliare sia l'ingresso della Valle del Salto, sia l'accesso lungo il fiume Imele verso i Piani Palentini. Come è stato spiegato in più circostanze, la Rocca Orsini di Scurcola Marsicana è una sorta di libro di pietra aperto sul passato poiché, dai rilievi effettuati, si capisce perfettamente l'evoluzione architettonica che ha essa subito nei secoli.
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Il torrione della Rocca Orsini in una vecchia cartolina (1933) |
Il nucleo più antico della Rocca risale al Duecento, epoca Normanna-Sveva, ed è rappresentato da una torre pentagonale realizzata dai De Pontibus, potente famiglia feudataria locale. L'esistenza di questo primo manufatto era attestata già al tempo della battaglia del 1268 fra Carlo I d'Angiò e Corradino di Svevia. Scrive Loretta Salciccia: "La torre pentagonale, di base inizialmente quadrata, ha un'origine probabilmente romana, costituisce quindi il nucleo iniziale di questa architettura difensiva divenuta in sequenza castello-recinto e poi rocca rinascimentale". Il passaggio dal castello-recinto a rocca rinascimentale risale all'ultima parte del XV secolo e avviene per opera di Gentile Virginio Orsini, conte di Albe e Tagliacozzo e signore di Bracciano. Ed è proprio nella fase rinascimentale che entra in gioco Francesco di Giorgio Martini.
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Ritratto di Francesco di Giorgio Martini |
Stiamo parlando di uno degli architetti più importanti del Quattrocento. Famoso per le sue teorie ingegneristiche, ma anche per essere stato un ottimo pittore, scultore e medaglista. Le sue prime esperienze nel campo della progettazione si possono far risalire intorno agli anni 1475-1476 quando si trasferì a Urbino, presso la corte di Federico da Montefeltro. Le opere di cui si è occupato nel corso della sua carriera sono numerose, tra queste: la Rocca di Mondavio, il Castello Dentice di Frasso di Carovigno (con torre a mandorla), le Mura di Jesi, l'ampliamento delle Mura di Corinaldo, la Fortificazione di Costacciaro. Francesco di Giorgio è considerato uno dei fondatori dell'arte fortificatoria "alla moderna", basti pensare che una copia del suo "Trattato di architettura civile e militare" (1470) è stata studiata e commentata persino da Leonardo da Vinci e oggi si trova presso la Biblioteca Medicea Laurenziana a Firenze.
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Rocca di Ostia |
Non tutte le opere di Francesco di Giorgio Martini sono state documentate, molti lavori e molti progetti sono stati a lui solo attribuiti. È questo il caso della Rocca Orsini di Scurcola che, per l'appunto, è attribuita al famoso e prestigioso architetto senese. Il primo studioso a riconoscere nella nostra Rocca un evidente legame con lo stile di Francesco di Giorgio è stato il professor Adriano Ghisetti Giaravina già alla metà degli anni Ottanta. In un saggio, Ghisetti Giaravina spiega che, secondo i suoi studi e i suoi riscontri, Francesco di Giorgio Martini avrebbe potuto essere presente a Scurcola nel 1488 per la progettazione e la realizzazione della Rocca. Così si legge nel testo di Ghisetti Giaravina: "Ed è soprattutto questa rocca di Scurcola a rappresentare un evidente esempio dei suggerimenti forniti da Francesco di Giorgio a Gentile Virginio Orsini. Solo tra gli aggiornati e innovativi schemi difensivi di Francesco è possibile infatti collocare la sua particolare concezione: alla pianta triangolare, che può ricordare quella della rocca di Ostia, è innestato su un vertice un possente torrione a pianta ovale dotato di bocche da fuoco per il tiro di fiancheggiamento delle cortine. Tale struttura difensiva rimanda a soluzioni difensive già sperimentate dal Senese a Mondavio, appena due anni prima, e a Cagli nella prima metà degli anni Ottanta del XV secolo, ma anche ad esempi descritti e illustrati nel Codice Magliabechiano di Firenze, dove Francesco, a proposito degli impianti planimetrici da preferirsi per le rocche, scrive "intra le altre figure assai mi piace la triangolare". A Scurcola sembra in definitiva potersi scorgere un'applicazione della grande intuizione del maestro senese che le mura delle fortificazioni dovessero resistere grazie alla forma, piuttosto che allo spessore".
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Lato posteriore della Rocca Orsini |
L'aspetto che la Rocca Orsini possiede attualmente è stato pensato e progettato da Francesco di Giorgio Martini per volontà di Gentile Virginio Orsini a cui l'architetto e artista senese presentò idee anche per la Rocca di Bracciano e per il Castello di Campagnano. Ancora la dottoressa Salciccia: "Il linguaggio architettonico del fortilizio è profondamente legato ai dettami riportati da Francesco di Giorgio nei suoi trattati di architettura; la pianta antropomorfa e triangolare, che offriva un lato in meno agli assedianti, la difesa radente esercitata dalle casematte, le proporzioni della piccola rocca, il bastione semiovato che di fatto sostituisce il puntone medioevale, i camini posti all'interno delle casematte, inoltre il camminamento di ronda è ininterrotto per l'intero perimetro, consentendo rapidi spostamenti anche se formalmente le torri apparivano più alte delle cortine".
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La Rocca Orsini che domina il borgo di Scurcola Marsicana |
Gli elementi che permettono di attribuire la fase edificatoria rinascimentale della Rocca Orsini di Scurcola ai progetti del famoso Francesco di Giorgio Martini sono diversi e anche ottimamente sottolineati dagli esperti. La Rocca, come è evidente, è una delle strutture militari antiche più prestigiose esistenti nella Marsica. Essa rappresenta una preziosa testimonianza della storia architettonica e difensiva del nostro territorio e non solo. C'è solo un unico, grave, amarissimo dettaglio: nonostante sia in atto da tantissimi anni un progetto di recupero e di restauro, la Rocca, a oggi, non è ancora aperta al pubblico. Il mio personale desiderio, comune a tutti gli scurcolani e a tutte le persone che vengono a visitare Scurcola, è quello di poter finalmente visitare la Rocca. E spero che ciò possa avvenire in tempi rapidi visto che i tempi ragionevoli si sono esauriti da un pezzo.
Bibliografia
L. Salciccia, "La Rocca Orsini di Scurcola Marsicana. Note e studi su un monumento del Rinascimento italiano", Carsa Edizioni, Pescara, 2006.
A. Ghisetti Giaravina, "1491: Luca Fancelli e Francesco di Giorgio a Napoli e in Abruzzo" in "Opus. Quaderno di Storia dell'Architettura e Restauro - 10/2009", Carsa Edizioni, Pescara, 2012.
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